La sanità svizzera si trova a un bivio critico, con la necessità di riformare il tariffario medico ambulatoriale, attualmente regolato dal TARMED, in vigore da vent’anni. Nonostante numerosi tentativi di sostituirlo, il TARMED rimane attivo, causando inefficienze e costi elevati. La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha ora l’opportunità di approvare il nuovo tariffario TARDOC, già supportato da tutti i partner tariffari, e introdurre importi forfettari, con l’obiettivo di risparmiare 600 milioni di franchi all’anno.

Il TARDOC, sviluppato per rispondere alle esigenze attuali, valorizza i medici di famiglia, i pediatri e i psichiatri, contribuendo al contenimento della spesa sanitaria. L’approvazione simultanea di TARDOC e dei forfait ambulatoriali rappresenterebbe un passo avanti significativo, riducendo l’onere amministrativo e migliorando l’efficienza del sistema sanitario.

L’attuale sistema, descritto da un giornalista tedesco come “Siechenhaus” (ospedale dei poveri), necessita di una riforma urgente. La popolazione è chiamata a votare su iniziative che affrontano solo i sintomi del problema, mentre soluzioni concrete come il finanziamento uniforme EFAS e la revisione del tariffario sono a portata di mano.

La decisione di Baume-Schneider non dovrebbe essere rimandata. Rinviare l’introduzione del TARDOC significherebbe continuare con un sistema obsoleto, mantenendo l’inefficienza attuale. Come sottolineato dal presidente di santésuisse, Martin Landolt, è necessaria un’azione immediata per avanzare.